Annecy WIP 1: di quando a Kilkenny le bambine “camminavano con i lupi”

 

In un’epoca ancora intrisa di superstizione e magia, il cacciatore ed ex soldato Bill Goodfellowe viaggia, in compagnia della giovane figlia Robyn, nelle propaggini più remote di “Wolfland”, ovvero la “Terra dei Lupi”. Goodfelloew è lì per spazzare via l’ultimo branco di lupi rimasto sul territorio. Il suo premio: un atto di assoluzione da parte dell’inflessibile e puritano Lord Protector che gli garantirebbe la possibilità di garantire una vita migliore per sua figlia. Ma quando Robyn si ritrova un giovane lupo nel mirino della balestra, non riesce a colpirlo. Al contrario, viene morsa dall’animale e, quella stessa notte, una misteriosa ragazzina selvatica di nome Mebh appare nel  quartiere dove lei e il padre alloggiano, in cerca di cibo.
Intrufolandosi nella sua stanza, Mebh tenterà di curare la ferita di Robyn usando la magia, ma quest’ultima si desterà dando inizio a un’avventura che metterà in discussione tutte le sue certezze coinvolgendola in un mondo selvaggio e ancestrale, antitetico – almeno apparentemente – a quello dei suoi simili e, soprattutto, del suo stesso padre…

La prima istanza della legislazione contro i lupi irlandesi risale al 1584 quando John Perrot, Lord Deputato d’Irlanda, ordinò a Robert Legge di elaborare un piano per incoraggiare la distruzione degli esemplari considerati più “problematici”. E’ del 1614 la prima testimonianza di cacciatori prezzolati alla bisogna: a un inglese di nome Henric Tuttesham furono offerti 3 sterline per ogni lupo ucciso. La popolazione di lupi all’epoca era abbastanza elevata da consentirgli di mantenere quattro collaboratori e 24 cani da caccia in ogni contea per sette anni: un bel business, indeed.

Ma il ‘tempo da cani’ per i lupi inizia nel decennio successivo alla conquista dell’Irlanda da parte di…

Oliver
Cromwell
Lord Protector of England (Ole!)
Born in 1599
died in 1658 (September!)

(per un veloce bignami della sua ascesa e della Storia d’inghilterra:)

 

Più che l’effettiva minaccia costituita dai lupi, è ormai convinzione che, ad essere realmente ‘problematiche’, furono le continue campagne militari in Irlanda, in particolare quelle relative alla campagna di conquista dello stesso Lord Protector (ole!) tra il 164 e il 1652 d.C., le quali causarono la devastazione di gran parte dell’Isola Verde. Inoltre, con un numero crescente di animali da allevamento, il numero dei lupi che stava aumentando era visto come una minaccia per le imprese agricole dei coloni inglesi arrivati a occupare le terre irlandesi.

Il livello di taglie e ricompense e doni stabiliti sotto il regime di Oliver Cromwell, Lord Protector of England (and more!) attirò numerosi cacciatori di lupi professionisti in Irlanda, principalmente dalla Gran Bretagna. Dal punto di vista politico, il numero di battitori autoctoni in giro per il paese a caccia di lupi non era accettabile, dato il conflitto in corso tra gli irlandesi e i nuovi coloni inglesi, quindi fu visto come molto più sicuro per le autorità inglesi incoraggiare e favorire i connazionali nella “corsa alla pelliccia”. I problemi causati dai lupi furono considerati abbastanza gravi dal governo di Cromwell da imporre il divieto di esportare i cani da caccia specializzati, i cosiddetti “Irish Wolfhounds”.

Nel 1652 d.C. i Commissari delle Entrate del governo irlandese di Cromwell stabilirono notevoli taglie sulle “teste” dei lupi: 6 sterline per una femmina (prima le signore!), 5 per un maschio, 2 per un giovane e 10 scellini per un cucciolo (come sempre, i piccoli contano poco). Si sa che quando l’uomo è motivato, riesce a compiere le imprese più difficili e straordinarie, e così, già nel 1690 Rory Carragh fu ingaggiato per uccidere gli ultimi due lupi rimasti in una parte dell’Ulster, mentre l’ultima osservazione affidabile di un lupo in Irlanda nei secoli XVII-XVIII ci viene dalla contea di Carlow, allorquando un lupo fu cacciato e ucciso vicino al Monte Leinster, nel 1786, per aver ucciso delle pecore.
‘Sto filibustiere impunito.

P.S. La reintroduzione del lupo in Irlanda è storia molto recente, ma pare stia dando i suoi frutti.

Non è casuale che questa storia di magia e superstizione ci venga narrata da Cartoon Saloon, che ha sede nel bellissimo e antico borgo di Kilkenny. La
trama di Wolfwalkers sembra trarre spunto in maniera evidente dalle leggende antiche d’Irlanda, in cui spesso i lupi abitavano ancora indisturbati nell’isola e, seppur temuti, venivano percepiti come esseri magici e totemici, spesso in stretta sinergia con gli esseri umani, fino a generare – probabilmente- le leggende su licantropi e ‘lupi mannari”.

Ad esempio, l’opera irlandese medievale Cóir Anmann (o Trattato sui Nomi Propri), che probabilmente si basava su tradizioni ben precedenti, racconta di un leggendario guerriero-lupo mannaro di nome Laignech Fáelad. Si diceva che fosse l’antenato di una tribù di lupi mannari che erano imparentati con i re di Ossory nell’Irlanda orientale, territorio che copriva, prima dell’invasione normanna del XII secolo, la maggior parte della convea di Laois e – udite udite – dell’attuale contea di Kilkenny .

E il cerchio, anzi, il sipario, si chiude.

Il lungometraggio in animazione 2D, co-prodotto da Cartoon Saloon e Melusine Productions e distribuito da Apple+ dovrebbe – Covid permettendo – “uscire” il prossimo ottobre, ma di certo le immagini che i due registi, Tomm Moore e Ross Stewart, insieme all’art director Maria Pareja (insieme ad altri componenti del team) hanno proposto nel denso work in progress offerto sulla piattaforma on line di Annecy 2020 (da cui provengono i rudimentali screenshot che vi proponiamo) fanno pensare che questo terzo capitolo dell’ipotetica ‘Trilogia Irlandese degli Antenati” (parafrasando Calvino) (inaugurata da Secret of Kells e proseguita con La canzone del Mare) sarà un altro piccolo-grande gioiello regalatoci dallo studio che in pratica ha dato il via al rilancio globale dell’Animazione irlandese.

In questo nuovo capitolo la ‘casa madre’ Kilkenny diventa di fatto la vera protagonista, non solo per le leggende legate al suo territorio, ma soprattutto quale location ideale per le scenografie e i riferimenti storico-iconografici: il lavoro iconografico è come sempre stato attentissimo e puntiglioso, ed è affascinante vedere la cittadina medioevale trasformarsi in villaggio seicentesco, mentre le sue foreste tornano a ospitare creature umane e animali, unite da segreti ancestrali e sortilegi meravigliosi. A questo proposito, impossibile non chiedersi se l’accanimento di Cromwell, Lord Protector of England (oy vey!), su questi incompresi e bistrattati animali non fosse anche legato al desiderio di estirpare antiche credenze e pratiche autoctone, secondo quell’antico procedimento ben noto a tutti i cosiddetti ‘condottieri’ e ‘statisti’ per cui la dominazione di un popolo inizia cancellando le sue radici e la sua cultura più profonde. Sia come sia, il lupo è presente in numerose espressioni grafiche e pittoriche dell’arte celtica, e a questi il team artistico si è ispirato per caratterizzare personaggi, costumi e ambientazioni, integrandoli con poliedriche suggestioni che vanno da Cézanne a Chagall, fino all’arte “naif.”

Nella scena animata completa che si è potuto ammirare nel WIP di Annecy, di una bellezza emotiva e pittorica struggente, uno dei riferimenti privilegiati è stata la sequenza della fuga notturna di Kaguya nel magnifico “La principessa splendente” del Maestro Isao Takahata.

E vi possiamo assicurare che la sequenza riesce ad essere un autentico e sincero tributo pur mantenendo intatta la propria precisa identità, e senza scivolare in un mero citazionismo: si tratta di artisti di enorme talento, innamorati dell’Animazione, che rendono omaggio a un capolavoro che li ha toccati profondamente.

Realizzandone un altro?

Lo sapremo in ottobre… Maya permettendo!

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