Il comitato di censura francese ha lasciato un segno indelebile sui fumetti belgi per tutti gli anni ’50 e ’60. Le scene che portavano il minimo accenno di violenza sono state prese di mira, le motivazioni degli eroi dei fumetti sono state messe al microscopio e i personaggi femminili sono stati relegati a ruoli di poca sostanza. Le più grandi serie belghe sono state istituite proprio in quest’epoca. Per sopravvivere e prosperare, hanno inevitabilmente fatto ricorso all’autocensura. Il risultato? I cowboy non potevano premere alcun grilletto, la polizia poteva essere rappresentata solo in una luce favorevole e l’ottimismo brillante era il nome del gioco…
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